Il Premio Confindustria Romagna Cinema e Industria celebra le eccellenze e i professionisti che rappresentano il cuore pulsante del settore cinematografico. Il Premio è dedicato a chi, con capacità e visione, opera in ogni fase della filiera, come produttori, distributori, registi, sceneggiatori, direttori della fotografia, scenografi, montatori, costumisti, compositori e casting director.
Viene riconosciuto il connubio tra creatività artistica e capacità industriale, valorizzando il cinema non solo come espressione culturale, ma come comparto produttivo capace di generare valore, innovazione e sviluppo.
I premiati
Paolo Sorrentino
Paolo Sorrentino, regista e sceneggiatore, è nato a Napoli nel 1970. Nel 2001, il suo primo lungometraggio, L’uomo in più, è selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2004 gira Le conseguenze dell’amore e nel 2006 L’amico di famiglia, entrambi in concorso al Festival di Cannes. Nel 2008 con Il divo, torna a Cannes dove vince il Prix du Jury. Torna in concorso a Cannes nel 2011 con This Must be the Place e due anni più tardi con La grande bellezza con cui si aggiudica l’Oscar®️, il Golden Globe®️, il Bafta come Miglior Film Straniero e tre EFA. Selezionato ancora una volta in concorso a Cannes nel 2016, Youth - La giovinezza ha vinto tre premi EFA, ricevuto una candidatura agli Oscar®️ e due ai Golden Globes®️. Nel 2016 firma la serie TV The Young Pope, candidata ai Golden Globe per la Miglior Interpretazione Maschile e agli Emmy Awards per scenografia e fotografia. Del 2018 è il film Loro con protagonista Toni Servillo. Nel 2019 gira la seconda serie ambientata in Vaticano, The New Pope con protagonisti Jude Law e John Malkovich.
Nel 2021 ha scritto e diretto il film È stata la mano di Dio, candidato al Premio Oscar®️ 2022 come miglior film straniero, vincitore del Leone d'Argento Gran Premio della Giuria e del Premio Marcello Mastroianni alla 78ª edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, vincitore inoltre di 5 David di Donatello 2022 tra cui quello come miglior film e migliore regia e di 4 Nastri d'argento 2022 tra cui quello come miglior film. Nel 2024 ha scritto e diretto Parthenope, presentato in concorso a Cannes e vincitore del Biglietto D’oro tra i film più visti dell’anno.
Nel 2025 ha scritto e diretto La Grazia, film di apertura della 82ª edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, vincitore della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Toni Servillo e candidato a 14 David di Donatello, tra cui, miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale.
Credit foto Michael Avedon
-
Motivazione
Per aver costruito uno degli immaginari più riconoscibili, audaci e influenti del cinema contemporaneo, capace di trasformare la memoria, il desiderio, il potere, la decadenza e la bellezza in materia profondamente cinematografica. Da Napoli a Roma, dai corpi agli spazi, dai silenzi alle musiche, Paolo Sorrentino ha saputo inventare un linguaggio inconfondibile, insieme visionario e malinconico, ironico e tragico, intimo e monumentale. Il suo cinema ha portato l’Italia nel mondo senza mai smettere di interrogare le sue maschere, le sue ferite e le sue grandezze, restituendoci immagini destinate a rimanere nella memoria collettiva
Fabio De Luigi
Fabio De Luigi è attore, comico, sceneggiatore e regista. Laureato in pittura, nel ’90 debutta come comico ad un concorso. Passa con disinvoltura dalla televisione al cinema, anche se è la tv a riconoscere il suo talento nel programma “Mai Dire Gol” (1999). Approda al cinema alla fine degli anni ’90 diventando nel corso degli anni uno dei volti più conosciuti e amati della comicità italiana. Sono molti i registi con cui collabora: Marco Ferreri, Alessandro D’Alatri, Alessandro Genovesi, Fausto Brizzi, Giovanni Veronesi. Tra i successi più importanti troviamo titoli come Maschi contro femmine (e il sequel Femmine contro maschi), La peggior settimana della mia vita, 10 giorni senza mamma (biglietto d’oro 2018), 10 giorni con Babbo Natale. È interprete di due pellicole dirette da Gabriele Salvatores (Come Dio comanda, Happy Family) e viene diretto da Pupi Avati (Gli amici del bar Margherita).
Nel 2021 è stato protagonista della miniserie Sky Ridatemi mia moglie e del film diretto da Pif E noi come stronzi rimanemmo a guardare. È tra i sei personaggi che hanno affiancato Carlo Cracco in Dinner Club, serie di grande successo prodotta da Amazon Prime Video. È regista, sceneggiatore e protagonista della commedia Tre di troppo, con Virginia Raffaele nel ruolo di co-protagonista, tra i film più visti della stagione.
A gennaio 2024 è uscito in sala il suo terzo film da regista 50 km all’ora, con Stefano Accorsi. A novembre 2023 è stato protagonista di un one man show su Prime Video, Amazing – Fabio De Luigi. A gennaio è di nuovo protagonista insieme a Valentina Lodovini in 10 giorni con i suoi di Alessandro Genovesi, rimasto primo in classifica per tre settimane consecutive.
Nel 2026 è regista, sceneggiatore e protagonista di Un bel giorno.
-
Motivazione
Per aver saputo costruire, con naturalezza e intelligenza, un legame profondo e duraturo con il pubblico, attraversando cinema, televisione e comicità senza mai perdere autenticità e misura. Fabio De Luigi ha dato forza popolare a personaggi capaci di far ridere, emozionare e riconoscere qualcosa di noi, unendo leggerezza e precisione, ironia e umanità. Il suo percorso testimonia il valore di un interprete capace di parlare a generazioni diverse, trasformando la comicità in una forma di racconto accessibile, affettuosa e profondamente condivisa.
Riccardo Tozzi
FOUNDER, CEO & CHIEF CREATIVE OFFICE - Cattleya S.r.l.
Romano, Maturità Classica e Laurea in Diritto Internazionale a La Sapienza.
Dopo una breve esperienza nell’ufficio studi di una grande banca, lavora nel gruppo Rai, dove diventa responsabile delle vendite internazionali. Collabora con Paolo Valmarana ai film dei principali autori italiani del periodo: Taviani, Olmi, Fellini, Antonioni, Bellocchio. Gestisce con Sergio Silva le coproduzioni delle principali serie Rai, a cominciare da La Piovra.
Passa poi al gruppo Mediaset, dove fonda e dirige la struttura di produzione di serie, fra le quali Mamma Lucia (con Sophia Loren), Fantaghirò, Disperatamente Giulia, Il Conte di Montecristo (con Gerard Depardieu e Ornella Muti).
Nel 1997 fonda Cattleya, di cui è Presidente e Direttore creativo. Nel capitale di Cattleya sono entrati prima la DeAgostini, poi la Universal ed infine ITV Studios.
Sotto la sua direzione artistica Cattleya ha prodotto 90 film. Con una strategia in cui gli elementi centrali sono: la forza dell’idea di partenza, con un ricorso sistematico ai libri; la cura particolare dello sviluppo della sceneggiatura; il coinvolgimento di registi di gran talento. Dedica particolare attenzione all’uso dei generi (il crime soprattutto) come modello narrativo. Tra i titoli più rilevanti: Un tè con Mussolini (Franco Zeffirelli), La bestia nel cuore (Cristina Comencini, candidato agli Oscar nel 2006), Io non ho paura (Gabriele Salvatores), Romanzo criminale (Michele Placido), Tre metri sopra il cielo (Luca Lucini), Mio fratello è figlio unico (Daniele Luchetti), Benvenuti al Sud (Luca Miniero), Caterina va in città (Paolo Virzì) e L’immortale (Marco D’Amore).
A partire dagli anni ‘10 del 2000, sviluppa un forte interesse per la serialità e perfeziona, con il gruppo editoriale creato (considerato un’eccellenza europea), un metodo basato sull’incrocio di mezzi e linguaggi (libro-film e serie) e sulla cura totale del processo di produzione in tutte le sue fasi.
Nella serialità ha prodotto circa 50 stagioni, fra cui: Romanzo criminale - La Serie, Gomorra, Suburra - La Serie, Petra, ZeroZeroZero, Citadel: Diana, Inganno, Acab.
Cattleya ha attualmente circa 100 dipendenti, di cui 80 donne. Per fatturato e risultati economici è fra le principali società di produzione europee.
È stato presidente dell’ANICA dal 2001 al 2016, ed è membro della Academy of Motion picture Arts and Sciences dal 2022.
-
Motivazione
Per aver attraversato e trasformato l’industria audiovisiva italiana con visione, coraggio produttivo e profonda intelligenza narrativa, sfidando rischi e ostacoli. Dalla fondazione di Cattleya alla valorizzazione del cinema e della serialità, Riccardo Tozzi ha unito la figura dei produttori del grande cinema italiano del passato e l’arte del presente. Ha saputo unire cultura d’impresa, attenzione agli autori e capacità di leggere i mutamenti del pubblico, contribuendo in modo decisivo alla forza e al prestigio internazionale del nostro racconto per immagini
Minerva Pictures
Minerva Pictures è una società indipendente con sede a Roma, attiva nel settore cinematografico, audiovisivo e multimediale dal 1953. Opera nella produzione e distribuzione di film, serie tv, documentari, canali digitali e contenuti in Italia e all’estero.
Con oltre 70 anni di storia, è tra i principali operatori indipendenti a livello globale nello sfruttamento e nella distribuzione digitale dei contenuti audiovisivi. Da oltre 35 anni gestisce una divisione di vendite internazionali costantemente presente in tutti i principali mercati del mondo. La società è fortemente attiva nelle acquisizioni internazionali e, negli ultimi anni, ha consolidato le attività di sviluppo e produzione, includendo serie TV e documentari. Dal 2024 è stata inaugurata la nuova divisione dedicata alla distribuzione theatrical.
Minerva Pictures detiene una library di oltre 2.850 titoli, di cui circa 1.500 con diritti worldwide. Il catalogo spazia da classici e cult che hanno segnato un’epoca ad alcune delle opere più significative del cinema indipendente contemporaneo. Nell’attività di distribuzione digitale aggrega oggi un catalogo di circa 7.000 titoli divisi per genere e lingua.
Tra le produzioni più recenti figurano L’Orto Americano di Pupi Avati (selezione ufficiale - Mostra del Cinema di Venezia), Miss Fallaci (8x52, primo original italiano di Paramount+, in coproduzione con Paramount), Reading Lolita in Tehran di Eran Riklis (Festa del Cinema di Roma – Premio Speciale della Giuria), Ciao Bambino di Edgardo Pistone (Festa del Cinema di Roma – Miglior Opera Prima, candidato ai David di Donatello), Addio al Nubilato, di Francesco Apolloni (in top 3 tra i film più visti di Prime Video), Ora tocca a noi: storia di Pio La Torre, di Walter Veltroni (Festa del Cinema di Roma), Mondocane (In concorso alla Settimana Intern.le della Critica di Venezia), Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino (Festival di Venezia – Coppa Volpi a Valeria Golino) e Hammamet di Gianni Amelio.
Ritira il Premio Gianluca Curti
-
Motivazione
Per aver dato forza, continuità e visione a un’idea di cinema capace di tenere insieme creazione, distribuzione, memoria e futuro. Minerva Pictures ha saputo valorizzare il patrimonio audiovisivo e accompagnare opere, autori e linguaggi del passato e del presente, confermando il ruolo del distributore come stratega del grande schermo e, insieme, interprete delle trasformazioni contemporanee del cinema e del pubblico. Il percorso testimonia una passione concreta per il cinema, capace di unire radici industriali, sensibilità culturale e attenzione costante alle nuove generazioni di spettatori e professionisti.
Giogiò Franchini
Catapultato nel magico mondo del cinema alla tenera età di trent’anni, più da circostanze fortuite che da ferrea determinazione, Giogiò Franchini ha lavorato con Jonathan Demme, Paolo Sorrentino, Antonio Capuano, Valeria Golino, Andrea Di Stefano, Antonietta De Lillo, Andrea Molaioli, Sergio Rubini, Riccardo Milani, Roberta Torre e tanti altri.
Strillone, commesso, Dj, light designer, di tutte le strade intraprese quella del montaggio cinematografico sembra andare nella direzione giusta: David di Donatello, Ciak d'Oro, svariati altri premi, masterclass, interviste testimoniano una visibilità insolita per chi, per definizione, lavora dietro le quinte.
Più di cento lungometraggi (e documentari, videoclip, spot pubblicitari, video d'arte, corti) tra i quali cult movies come "Le Conseguenze dell'amore","Pianese Nunzio 14 anni a maggio","Tano da Morire", “La ragazza del lago”,"Il resto di niente",“Benvenuto Presidente”,"Miele","Figli","I fratelli De Filippo",“L'ultima notte di Amore”) portano la sua firma.
Come i tempi richiedono si è dedicato anche alla serialità: dopo "1994" mette le mani sull' esordio alla regia di Domenico Procacci, "Una Squadra" (acclamata docuserie sulle gesta dei tennisti Panatta Bertolucci Barazzutti Zugarelli Pietrangeli, più commedia all'italiana che racconto di epica sportiva) firmandola anche come autore, e più recentemente su “L'Arte della Gioia” di Valeria Golino, che dopo la presentazione a Cannes 2024 ha appassionato critici e spettatori.
-
Motivazione
Per aver fatto del montaggio una forma di pensiero cinematografico. Attraverso una lunga carriera accanto ad autori e registi molto diversi — da Paolo Sorrentino a Valeria Golino, da Matteo Rovere a Riccardo Milani — Giogiò Franchini ha saputo dare ritmo, respiro e necessità alle immagini, accompagnando il cinema italiano nelle sue trasformazioni estetiche e tecnologiche. Un premio a chi, lavorando nella profondità del racconto, contribuisce a costruire il battito cardiaco dei film.
Francesco Vedovati
Francesco Vedovati è un casting director italiano con base a Roma, attivo da oltre trent’anni tra cinema e televisione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con registi internazionali quali Danny Boyle, George Clooney, Edward Berger, Fernando Meirelles, Luca Guadagnino, James Vanderbilt, Noah Baumbach, Antoine Fuqua, James Mangold, Felix Van Groeningen e Steven Zaillian. In Italia ha lavorato con autori come Matteo Garrone, Gabriele Muccino, Gabriele Salvatores, Saverio Costanzo, Sergio Castellitto, Pietro Castellitto, Michele Placido, Valeria Golino e i fratelli Taviani.
Nel 2023 ha ricevuto il Primetime Emmy Award per il casting della serie The White Lotus (Stagione 2). Nel corso degli anni ha ottenuto tre Nastri d’Argento, tre Artios Awards e due Semiramis Awards, oltre a una candidatura ai BAFTA per The Two Popes.
È membro dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, della Television Academy, della European Film Academy (EFA), della Casting Society of America (CSA) e della International Casting Directors Association (ICDA). È inoltre socio fondatore dell’Unione Italiana Casting Director (UICD).
-
Motivazione
Per aver saputo trasformare il casting in una vera scrittura dei volti e dei corpi, contribuendo in modo decisivo all’identità di molti film e serie. Vedovati ha accompagnato autori diversissimi, dai Taviani a Matteo Garrone, da Gabriele Muccino a Paolo Sorrentino, individuando interpreti capaci di abitare i personaggi. Il suo lavoro, invisibile ma fondamentale, ci ricorda che ogni grande racconto nasce anche dall’incontro tra uno sguardo, una voce e un destino cinematografico.
La giuria 2026
Pupi Avati
Nasce a Bologna nel 1938. Inizialmente tenta una carriera nel jazz (1959-1962) come clarinettista nella Doctor Dixie Jazz Band, ma rinuncia dopo l’ingresso nella band di Lucio Dalla. Come dichiarerà lui stesso, la bravura di Lucio Dalla gli ha fatto comprendere la differenza tra passione e talento inducendolo a cercare la propria strada, che sarebbe diventata quella cinematografica.
“Il mio sogno era diventare un grande clarinettista jazz. Ma un giorno nella nostra orchestra arrivò Lucio Dalla. All’inizio non mi preoccupai più di tanto, perché mi pareva un musicista modestissimo. E invece poi ha manifestato una duttilità, una predisposizione, una genialità del tutto impreviste: mi ha tacitato, zittito, messo all’angolo.”
Illuminato dalla versione di 8 1/2 di Federico Fellini tenta la strada del cinema. Nel 1975 collabora alla sceneggiatura di Salò e le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini. Inizia l’ascesa con La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone (1975) con Ugo Tognazzi, La casa dalle finestre che ridono (1976) diventa film cult per gli appassionati di cinema noir.
Pupi Avati può vantare ad oggi 55 film diretti e 57 sceneggiature scritte. Tra i suoi film più rappresentativi Una gita scolastica (1983) con Carlo Delle Piane, il film viene premiato con 2 Nastri d’Argento; Regalo di Natale 1986); Storia di ragazzi e ragazze (1990) vincitore di 2 Nastri d’argento: uno per la miglior regia e uno per la miglior sceneggiatura. Il testimone dello sposo (1998); Il cuore altrove (2003) David di Donatello come miglior registra; Il papà di Giovanna (2008); Il bambino cattivo (2013); Un ragazzo d’oro (2015); Il Signor Diavolo (2019); Lei mi parla ancora (2021); Dante (2022); La quattordicesima domenica del tempo ordinario (2023) L’orto americano (2024)
Mentre si occupa di regia, continua a scrivere romanzi come I cavalieri che fecero l’impresa (da cui trae anche l’omonimo film nel 1999); una sua biografia Sotto le stelle di un film (2008); Il ragazzo in soffitta (2015); Il Signor Diavolo (2018); L’archivio del diavolo (2020).
Nel 1995 è stato insignito Commendatore Ordine al merito della Repubblica e nel 2005 Medaglia d’oro per i Benemeriti della Cultura e dell’Arte. Nel 2023 Confindustria Romagna gli assegna il Premio Speciale Cinema e Industria ad honorem.
Nel 2023 viene scelto dal vicepremier e ministro Antonio Tajani come consulente, a titolo gratuito, per “le tematiche afferenti al settore della cultura”. Nel 2025 riceve il Premio David alla Carriera.
Gian Luca Farinelli
Gian Luca Farinelli inizia a collaborare con la Cineteca di Bologna nel 1984, e ne diviene direttore nel 2000. Nel 1986, assieme a Nicola Mazzanti, ha ideato il festival “Il Cinema Ritrovato”, ora il più importante evento internazionale dedicato al cinema di patrimonio. Ha ideato inoltre la prima scuola italiana di restauro cinematografico “L’Immagine Ritrovata”, dal quale è nato l’omonimo laboratorio di restauro.
Ha supervisionato centinaia di progetti di restauro, tra cui l’intera opera di Charlie Chaplin e Buster Keaton e i capolavori di Fellini, Leone, Visconti, Bertolucci, Bellocchio, Pasolini, Olmi, Rosi, Varda.
È stato tra i fondatori del World Cinema Project di Martin Scorsese e fa parte del Conseil de Direction di Pathé.
Veronica Innocenti
Nata a Riccione nel 1975, è professoressa associata all’Università di Bologna dal 2015.
Svolge le sue ricerche nell’ambito del cinema, della televisione e dei media digitali. Dal 2017 è coordinatrice del corso di Laurea Magistrale in Cinema Televisione e Produzione Multimediale e insegna Televisione e media digitali ed Economia e marketing dei media audiovisivi. Direttrice della rivista internazionale Series, dedicata alle narrazioni seriali, è autrice di saggi, libri e volumi collettanei.
Marco Leonetti
Nato a Forlì nel 1967, laurea in filosofia e master in “Management dei beni e delle attività culturali”, è dal 2013 responsabile delle attività e dello sviluppo delle collezioni della Cineteca comunale di Rimini, di cui fa parte dal 2015 l’archivio Federico Fellini. Dal 2021 dirige il Fellini Museum di Rimini.
Stefano Pucci
Nato a Lugo (Ra) nel 1965, è Amministratore delegato di PUCCI srl azienda che comprende i marchi Pucci, Berni e Louit Freres e che rappresentano la specializzazione nel settore sottoli, leader in Italia e distribuiti in circa 50 paesi nel mondo. Già componente del Gruppo Giovani Industriali e del Settore Alimentare di Confindustria Ravenna, dal 2017 fa parte della giunta di Confindustria Romagna ed è Vicepresidente della sezione ravennate. Dal 2008 è membro del consiglio nazionale AIIPA e dal 2017 è presidente del gruppo sottoli dell’AIIPA. Dal gennaio 2019 è membro del consiglio di Unione Italiana Food.
Nel 2016 diventa produttore del film Lovers che nel 2018 ha partecipato e vinto a numerosi premi a Festival Internazionali come miglior film a Londra, Lisbona, Philadelphia, e Fort Lauderdale (Miami), nonché candidato in altri 20 festival tra cui Scottsdale e North Hollywood.
Mario Sesti
Mario Sesti (Messina, 1958), è critico cinematografico e regista di film documentari e di finzione selezionati a Cannes, a Venezia, al MoMA e al Guggenheim di New York, al Festival di Locarno, al Torino Film Festival: nel 2003 un suo film-inchiesta sul finale perduto di 8 1/2 di Fellini (L’ultima sequenza) è stato selezionato a Cannes e proiettato a New York, Seattle, San Paolo, Londra, Monaco, Budapest, San Francisco, Los Angeles e in tutta Italia. E’ stato tra gli ideatori e i curatori della Festa del Cinema di Roma, ha diretto dal 2012 al 2014, il Taormina Film Fest e con Carlo Verdone, nel 2005 e 2006, il Terra di Siena film Festival dedicato alla commedia. Ha realizzato, tra gli altri, film su Pasolini (La voce di Pasolini, 2005, insieme a Matteo Cerami), Gadda (Fiamme di Gadda. A spasso con l’ingegnere, 2012), su Berlinguer (La voce di Berlinguer, 2013, insieme a Teho Teardo), su Lucio Dalla (Senza Lucio, 2015). Nel 2019 un suo film è stato selezionato dal festival di Cannes (Bernardo Bertolucci: no end travelling) e un altro dalla Mostra del Cinema di Venezia, alle Giornate degli Autori (Mondo Sexy). Ha vinto due volte il premio per il migliore libro di cinema (nel 1994 con Nuovo Cinema Italiano e nel 1997 con Tutti i film di Pietro Germi) e nel 2005 il premio Diego Fabbri per il miglior libro di cinema dell’anno (con In quel film c’è un segreto).Nel 2021 ha esordito nel film di finzione con Altri padri, con Chiara Francini, presentato in anteprima mondiale al Torino Film Festival